martedì, novembre 01, 2011

4u..

Potrei riassumere in due parole quello che ho da dire: MI MANCHI.
Potrei scriverne altre mille ma il significato sarebbe lo stesso per cui, sta a voi la scelta, se proseguire o no.

Chuck


È passato più di un mese da quando non stiamo più insieme e quasi cazzo non mi ricordo nemmeno il tuo sorriso, il tuo profumo, la tua voce.
Quella sera sono sceso dalla tua auto sbattendo la portiera, senza voltarmi, senza quell'abbraccio che mi avevi chiesto.
Normalmente quando una coppia si divide dopo tanto tempo si sta male, si soffre si, ma si urla e ci si arrabbia. L'ultima parte forse è dedicata solo a me, perché dei due sono io che ho provato più rancore, più delusione, ma a distanza di un mese le cose sono cambiate.

Sabato, dopo 30 giorni di quiete interiore, ho avuto un crollo emotivo piuttosto significativo, tant'è che ho vagato in auto piangendo da solo per quasi 1h. Forse ne avevo bisogno, le persone che tengono tutto dentro in realtà non sono capaci di incassare, fingono di farlo ma in realtà accumulano fino a colmarsi interiormente, fino a traboccare.

E quando la soglia di massima sopportazione è superata si finisce per fare cose che non avresti mai pensato: impugnare la cornetta e fare una telefonata. Banale non è vero?

Volevo sapere come stavi, ma non ho avuto il coraggio di chiamare te, che probabilmente eri a goderti un aperitivo in compagnia altrui e una mia telefonata in quello stato d'animo avrebbe significato la mia resa, il mio crollo, la mia bandiera bianca, e inoltre avrei disturbato. Ho chiamato qualcuno che ti è vicino, che mi avrebbe dato risposte sincere anche se non del tutto esaurienti.

Probabilmente ho pagato a caro prezzo quello che mi ha detto Pietro, che volente o nolente, mi ha fatto sprofondare in paranoie che solo con un face|2|face con la realtà posso cancellare correndo però il rischio di trasformarle in real.


Oggi probabilmente svuoterò il sacco, ne sento il bisogno e il dovere, perché non ho il cuore in pace e la sensazione di angoscia mi divora il petto.
Vorrei prendere il telefono e chiamarti per buttar tutto fuori, ma preferisco non farlo, meglio scriverlo qui.

Penso di esser cresciuto di più in un mese che negli ultimi 5 anni, forse questa rottura era un segnale, un segnale che non si poteva ignorare, un segnale che mi ha un po' aperto gli occhi.
Sono molto introspettivo quando si tratta di situazioni sentimentali, mi auto-analizzo in maniera approfondita ma oltre quello che sento dentro, peso anche quello che arriva da fuori: un film, un sogno, una canzone, visti,vissuti e ascoltati in questi giorni (e non credo alla casualità) mi hanno portato a riflettere e la situazione ora è questa: mi viene il mal di pancia quando ti penso, voglio sapere cosa fai, la paura di perderti per sempre mi consuma lentamente e l'unica cosa che posso fare è rivelarti i miei sentimenti e la verità, è che ti amo ancora da morire e che non posso starmene qui seduto con le mani in mano mentre la persona che voglio al mio fianco è da un'altra parte e magari l'ho già persa.
Non voglio ritrovarmi fra 10 anni a piangermi addosso perché sono stato troppo orgoglioso per dirti ADESSO quanto ancora ti amo. 


New York


Quello che gli eventi recenti mi hanno insegnato (Ciao Sic) è che la vita è più breve di quanto uno pensi, per cui non c'è da sprecare un minuto del cazzo. Ho già pensato una volta di lasciar fare al tempo, ma il tempo non è un FIXER, non sistema le cose, le insabbia.


Nel film che ho visto c'è l'happy ending, la vita si sa non è incisa su pellicola ma a volte l''happy ending c'è, ma bisogna andare a cercarselo.


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